Gretsch 6128 Duo Jet

È la prima vera chitarra americana di George Harrison, un ponte emotivo con gli anni in cui tutto era ancora da costruire.

Tutto inizia nell’estate del 1961, quando a Liverpool circola la voce che un ex marinaio sta vendendo una chitarra americana. Una rarità assoluta, in un’epoca in cui oltreoceano sembrava ancora l’altra metà del mondo. Il marinaio in questione è Ivan Hayward, di ritorno da un viaggio a New York con una Gretsch 6128 Duo Jet nera comprata da Sam Goody’s. È un modello del 1957, corpo in mogano, finitura jet black, due pickup DeArmond single coil e modificata con un vibrato Bigsby B6. Una chitarra che, per chi suona nei piccoli club di Liverpool, rappresenta un salto di categoria.

George non se lo fa ripetere. Telefona, va a vederla e se ne innamora. La paga circa 70 sterline, forse 75, a seconda delle versioni, ma il valore simbolico è immensamente più grande. La chiama la sua “vecchia Gretsch nera” e in poco tempo diventa il suo strumento principale. Fino a quel momento aveva suonato strumenti economici, spesso messi insieme alla buona, quindi la Duo Jet è la prima vera porta d’ingresso nel mondo professionale. È con lei che sale sui palchi del Cavern Club, torna ad Amburgo, affronta i tour britannici del 1963 e registra le prime session ufficiali, incluse quelle di Please Please Me.

Nel 1963 la chitarra ha bisogno di qualche intervento. Una crepa nel manico costringe a una riparazione e, già che ci sono, il retro e il manico vengono ridipinti in nero. È il momento in cui i Beatles stanno definendo non solo il loro suono, ma anche il loro look: completi neri, stivaletti, un’immagine sempre più curata. Non è un caso che nello stesso periodo John faccia ridipingere in nero la sua Rickenbacker 325.

Poi arriva la Beatlemania e la nuova Country Gentleman. La Duo Jet, compagna dei tempi duri, scivola sullo sfondo e George la dona all’amico di lunga data Klaus Voormann, che la custodisce per vent’anni. A metà anni ottanta Harrison gli chiede di riaverla per ragioni affettive e lo strumento rientra così nella sua vita come un vecchio ricordo che torna a far sentire la sua voce. Restaurata dal liutaio Roger Giffin e riportata alle condizioni originali, la Duo Jet ricompare nel 1987 sulla copertina di Cloud Nine: nera, lucida, fiera, un legame intatto con gli anni in cui tutto stava iniziando.

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